Nei soggetti a rischio cardiovascolare basso-moderato le linee guida della Società Europea di Cardiologia e della Società Europea di Aterosclerosi (ESC/EAS) consigliano l’uso dei fitosteroli per la gestione clinica delle dislipidemie. Anche i pazienti che sviluppano effetti collaterali utilizzando i farmaci tradizionali (statine) possono trarre beneficio dall'uso di alcuni nutraceutici.

Nutraceutici e dislipidemie

I nutraceutici più utilizzati per ridurre il colesterolo sono berberina, monacolina K e policosanoli: la loro somministrazione contemporanea può determinare una riduzione fino al 22% del colesterolo LDL; per tale ragione il loro utilizzo è indicato nei soggetti affetti da iperlipemia di grado lieve-moderato, in assenza di altre patologie che condizionino il rischio cardiovascolare.

Gli steroli vegetali (fitosteroli) riducono l’assorbimento intestinale di colesterolo: il consumo di 1-3 grammi di fitosteroli al giorno riduce il colesterolo LDL del 5-15%.

La monacolina K – analogo strutturale della lovastatina – inibisce la sintesi epatica di colesterolo. Essa è il prodotto della fermentazione del riso rosso (da tempo utilizzato nella medicina tradizionale cinese) ad opera del fungo Aspergillus terreus.

La berberina – presente nella corteccia di alcune piante del genere Berberis – riduce il colesterolo, aumentando l’attività e la disponibilità dei recettori epatici per le LDL mediante l’inibizione della proteina PCSK9 (implicata direttamente nella degradazione intracellulare dei recettori delle LDL). La berberina svolge anche un’azione ipoglicemizzante, probabilmente correlata alla sua capacità di far aumentare l’espressione di recettori per l’insulina.

Grazie a tali caratteristiche, la berberina risulta molto utile per la prevenzione cardiovascolare in soggetti affetti da sindrome metabolica. La fibra alimentare svolge un'azione ipocolesterolemizzante mediante inibizione dell’assorbimento intestinale del colesterolo, favorendo al contempo la sua escrezione fecale. Un consumo di 3 grammi di fibra al giorno determina una riduzione di LDL del 5-6%.

Diverse fibre risultano avere effetti positivi sul colesterolo: chitosano, pectine, glucomannano, beta-glucano (quest’ultimo ha effetti benefici anche sui valori della glicemia).

I polifenoli svolgono azione antiossidante e si ipotizza che inibiscano l’HMG-CoA reduttasi, azione che determina il loro effetto ipocolesterolemizzante.

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