Secondo la definizione ufficiale, i nutraceutici sono “alimenti o parti di essi con proprietà farmaceutiche, in grado di esercitare effetti benefici sulla salute, che possono essere utilizzati a fini preventivi e/o curativi”, da non confondersi con integratori dietetici, prebiotici, probiotici e prodotti botanici.

Nutraceutici e diabete

Sebbene le evidenze a supporto delle indicazioni che ne consigliano l’uso non siano sufficientemente solide e non risultino sempre univoche, la loro principale indicazione d’uso (prevenzione di malattie croniche in individui sani ma ad alto rischio, in associazione ad un corretto stile di vita) ne ha favorito negli ultimi anni la diffusione in Italia.

Il Ministero della Salute li annovera alla voce ‘Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico’, pertanto non sono considerati farmaci: sono quindi esenti da necessità di denuncia agli organi competenti in caso di reazioni avverse. Data la loro recente diffusione, tuttavia, si rende sempre più necessario affrontare l’aspetto della sicurezza anche per questi prodotti, sebbene non ufficialmente considerati farmaci.

Effetti sul diabete mellito

Una delle patologie per cui i nutraceutici possono svolgere un’azione benefica è il diabete mellito: diversi nutrienti, infatti, hanno proprietà anti-ossidanti in grado di migliorare l’omeostasi glucidica e proteggere dalle complicanze del diabete (anche se i risultati degli studi sull’efficacia dei nutraceutici nella regolazione della glicemia nei soggetti con diabete e in quelli a rischio sono ancora pochi e talvolta contrastanti). L’acido lipoico, ad esempio, aiuta a prevenire l’insorgenza della polineuropatia diabetica.

diabete e nutraceutici

Una dieta ricca di fibre svolge un effetto benefico sul controllo glicemico: le fibre idrosolubili rallentano lo svuotamento gastrico, riducendo l’assorbimento intestinale dei carboidrati e favorendo la produzione a livello del colon di acidi grassi a catena corta, che esercitano un’azione positiva sul metabolismo glucidico.

Fibre e polifenoli: ottimi alleati per il controllo glicemico

Consumare almeno 30 grammi di fibre ogni giorno contribuisce a prevenire le patologie cardio-vascolari e migliora il controllo glicemico. Qualora non fosse possibile apportare la quantità richiesta di fibre, è possibile supplire mediante supplementi contenenti beta-glucani, psyllium, gomma guar, glucomannano e pectine.

Un buon apporto di polifenoli (contenuti in cereali, verdura, frutta, caffè, tè e cioccolato) è associato a riduzione del rischio di sviluppare diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di neoplasie e a un miglioramento dei parametri metabolici, tra cui la glicemia: in particolare, essi sono in grado di inibire l’assorbimento di glucosio a livello intestinale, proteggere le cellule beta-pancreatiche dalla glucotossicità, ridurre la produzione epatica di glucosio e migliorare l’utilizzo del glucosio da parte dei vari organi.

Esempi di sostanze efficaci nella modulazione del metabolismo glucidico sono ad esempio, i flavan-3-oli (contenuti in cioccolato e tè verde), gli isoflavoni della soia (contenuti nella geinsteina), i polifenoli dell’olio extravergine d’oliva e il resveratrolo (contenuto nelle bucce d’uva).

La berberina, infine, migliora l’utilizzazione del glucosio, riduce la glicemia e modula il microbiota intestinale.

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