Spesso si ricorre alluso di sostanze psicoattive al fine di migliorare le prestazioni intellettuali in ambito professionale e nello studio. Talvolta vengono proposte come stimolatori dell’attività intellettiva specifiche sostanze nutraceutiche: tra queste si trovano diversi polivitaminici (soprattutto quelli appartenenti al gruppo B), la fosfatidilserina e l’acido glutammico, anche in combinazione tra loro.

È importante specificare che non sono disponibili evidenze scientifiche che dimostrino l’effettiva attività di queste sostanze nei confronti delle funzioni cognitive, delle capacità mnemoniche e delle prestazioni scolastiche.
Sono altresì assai limitate le evidenze scientifiche sull'utilizzo di nutraceutici nell'ambito della prevenzione cerebrovascolare; i loro target sono quelli classici del controllo dei fattori di rischio tradizionali (diabete, ipertensione, ipercolesterolemia).

L’assunzione di derivati del riso rosso fermentato (contenenti monacolina K), il consumo di cereali ricchi di fibre, acidi grassi omega-3, tè nero e tè verde potrebbero sortire una potenziale efficacia in termini di prevenzione cerebro- e cardiovascolare.

È stato proposto l’utilizzo di alcune sostanze nutraceutiche anche relativamente ai deficit cognitivi dell’anziano e alle patologie neurodegenerative. Le evidenze scientifiche circa il ruolo delle vitamine del gruppo B, della vitamina E e della vitamina C non sono significative. Lo stesso si può affermare per gli acidi grassi omega-3 e per i flavonoli.

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