Un paziente su 3 entra in ospedale malnutrito, in difetto o in eccesso (obesità), e il dato più allarmante è che il ricovero peggiora la situazione. Quello della malnutrizione ospedaliera è un fenomeno molto diffuso in Italia e in Europa e nonostante siano trascorsi più di 30 anni dalle prime osservazioni, la prevalenza della malnutrizione ospedaliera non ha subito alcun miglioramento nei paesi industrializzati, anzi. 

Ho cercato di capire le cause e le conseguenze della malnutrizione ospedaliera con Maria Grazia Carbonelli dell’UO Dietologia e Nutrizione, AO S. Camillo-Forlanini di Roma.

Pazienti a rischio mal nutrizione in ospedale (1)
Pazienti a rischio malnutrizione in ospedale con conseguenze importanti: minore risposta alle terapie, aumento delle complicanze, fragilità e prolungamento della degenza ospedaliera.

I dati della malnutrizione in ospedale

Lo scenario fotografato dello studio osservazionale multicentrico PIMAI (Project Iatrogenic Malnutrition in Italy) è tutt’altro che incoraggiante: il 30,7% dei 1583 pazienti ricoverati in reparti medici e chirurgici dei 13 centri valutati è malnutrito. Il dato italiano è tutt’altro che isolato, visto che è perfettamente allineato alle percentuali evidenziate dai principali studi europei negli anni 2000-2006 (31%).

Il problema è che il fenomeno è in sensibile crescita: 10 anni fa la prevalenza era del 19%.

Le cause della malnutrizione al ricovero

Alla base della malnutrizione all’ingresso in ospedale vi sono principalmente 3 cause:

PATOLOGIA–  “Lo stato di malnutrizione è spesso dovuto alla patologia di base e alle terapie – spiega Maria Grazia Carbonelli dell’UO Dietologia e Nutrizione, AO S. Camillo-Forlanini di Roma- Patologia e terapia possono contribuire a togliere l’appetito o alimentarlo, nel caso della malnutrizione in eccesso. Molto frequente la malnutrizione per difetto nei pazienti oncologici”. 

Per approfondire la malnutrizione nel paziente oncologico leggi qui 

ETÀ AVANZATA– La malnutrizione per difetto è frequente negli anziani soprattutto over70, “che fanno fatica a masticare, a deglutire o semplicemente si sono impigriti, soffrono di solitudine e non vivono più il mangiare come un piacere”, spiega la dottoressa.

DIFFUSIONE OBESITÀ– L’aumento del sovrappeso e dell’obesità è un fenomeno in aumento nella popolazione in generale e di conseguenza aumenta anche la percentuale di soggetti che al momento del ricovero in ospedale risultato malnutriti in eccesso (aumento del 136,7% negli ultimi 10 anni, dati HOMIS).

Il ricovero in ospedale peggiora lo stato di malnutrizione

Il dato ancora più allarmante, è che lo stato di malnutrizione peggiora durante la degenza in ospedale.

Tra le cause responsabili del peggioramento vi sono:

  • “mancanza” di attenzione da parte del personale di reparto nella valutazione del fenomeno e nel monitoraggio del consumo giornaliero dei pasti da parte del paziente,
  • logistica dei pasti poco flessibile e non coordinata con i tempi di ricovero e degli esami diagnostici
  • vitto ospedaliero poco gradevole e spesso non rispettoso delle necessità dietetico e culturali dei pazienti.

“Basterebbe davvero poco, misurare peso e altezza al momento del ricovero e ogni 2-3 giorni nelle lunghe degenze, ma solo raramente i pazienti vengono sottoposti a valutazione antropometrica”, dichiara Carbonelli.

Dallo studio PIMAI, infatti, emerge che SOLAMENTE:

  • nel 13% dei pazienti è stata misurata la statura all’ammissione in ospedale, mentre nel 20% dei casi è stato chiesto di riferirla.
  • 1 paziente su 4 con indice di massa corporea BMI < 18,5 e quindi già sottopeso al momento del ricovero, viene pesato e solamente il 9,4% di essi ha ricevuto informazioni riguardo all’adeguatezza del suo peso.
  • al 18,5% dei ricoverati è stato chiesto se avevano perso peso nel periodo precedente all’ospedalizzazione.

“La malnutrizione per difetto, soprattutto, rende il paziente ancora più fragile”, afferma Maria Grazia Carbonelli

Conseguenze della malnutrizione

È stato dimostrato che uno stato nutrizionale non adeguato:

  • favorisce l’aumento delle complicanze
  • condiziona negativamente gli esiti delle terapie, riducendo la risposta immunitaria e predisponendo alle infezioni, ritardando la cicatrizzazione delle ferite, compromettendo il funzionamento di organi e apparati,
  • riduce massa e forza muscolare e quindi aumenta il rischio di sarcopenia
  • peggiora il disagio psicologico, che spesso si accompagna a depressione e scarso interesse verso il cibo.

I provvedimenti dei Governi legati alla spending review hanno indotto le amministrazioni ospedaliere ad applicare tagli drastici, a partire dalla riduzione delle giornate di degenza fino all’abbattimento dei costi dei pasti. “Con la malnutrizione questi tagli portano solo a risultati opposti: aumenta il tempo di degenza del 10-15%, la mortalità (3 volte più elevata, 12% rispetto a 4%) e quindi anche i costi diretti e indiretti, specifica Maria Grazia Carbonelli.

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