Il fruttosio, utilizzato per dolcificare o assunto in modo naturale dagli alimenti, come frutta e verdura, miele e sciroppi aumenta la glicemia?Il fruttosio può favorire l’insorgenza di diabete? Può essere utilizzato dai pazienti diabetici? Per fare chiarezza sul ruolo del fruttosio nello sviluppo di diabete, John Sievenpiper del Dipartimento di Scienze Nutrizionali dell’Università di Toronto in Canada, ha analizzato 155 studi (oltre 5000 pazienti arruolati) che hanno valutato l’impatto glicemico di diverse fonti alimentari di fruttosio (fruttosio, saccarosio, sciroppo di mais, miele, sciroppi vari) in persone affette o non affette da diabete. La revisione sistematica è stata pubblicata dal British Journal of Medicine

il fruttosio va venire il diabete? review sistematica
Revisione sistematica pubblicata dal BMJ analizza il ruolo del fruttosio nello sviluppo di diabete

Background

Le attuali linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS raccomandano di ridurre l’assunzione di zuccheri semplici (aggiunti o contenuti negli alimenti) che non deve superare il 5-10% dell’introito calorico totale. Inoltre raccomandano particolare attenzione,  al fruttosio contenuto nelle bevande zuccherate.

Le evidenze disponibili in letteratura sembrano dimostrare che le bevande contenenti fruttosio siano meno pericolose in termini di rischio di diabete di tipo 2 rispetto a quelle zuccherate, tuttavia un consumo eccessivo di fruttosio tale da superare l’introito calorico consigliato sembra favorire l’insorgenza di diabete. Non è però chiaro se questo effetto dipenda o meno dalle fonti alimentari di fruttosio.

Lo studio

Per fare chiarezza sul ruolo del fruttosio nello sviluppo di diabete John Sievenpiper del Dipartimento di Scienze Nutrizionali dell’Università di Toronto in Canada, ha analizzato 155 studi (oltre 5000 pazienti arruolati)  che hanno valutato l’impatto glicemico di diverse fonti alimentari di fruttosio (fruttosio, saccarosio, sciroppo di mais, miele, sciroppi vari) in persone affette o non affette da diabete.

Per valutare l’impatto glicemico sono stati analizzati per al massimo 12 settimane, i seguenti parametri:

  • glicemia a digiuno
  • insulina a digiuno
  • emoglobina glicata HbA1c

Il fruttosio ha un basso indice glicemico, ma meglio non esagerare

I risultati dell’analisi hanno portato a concludere che il consumo della maggior parte degli alimenti che contengono fruttosio, in particolare frutta, migliora l’emoglobina glicata (riduzione media 0,22%) e non ha un impatto negativo sulla glicemia o l’insulina a digiuno, purché non si superi l’introito calorico raccomandato.

«Il basso indice glicemico del fruttosio (GI 16) rispetto ad altri carboidrati e un maggiore contenuto di fibre della frutta -spiega Sievenpiper – potrebbero concorrere a spiegare i miglioramenti rispetto ai livelli di glucosio nel sangue».

mangiare frutta, miele fa bene, ma ricordiamoci che sono sempre zuccheri che contribuiscono all’introito calorico giornaliero

Il consumo eccessivo di alimenti contenenti fruttosio, comprese le bevande zuccherate (succhi di frutta, centrifugati di frutta) tale da eccedere l’introito calorico raccomandato giornaliero determina un aumento dei livelli di glucosio nel sangue e di insulina a digiuno.

Fonti di fruttosio

Il fruttosio è naturalmente presente in diversi alimenti, compresi frutta e verdura, che contengono glucosio in proporzioni variabili. Il saccarosio, che è la forma di zucchero più comune, contiene in parti uguali glucosio e fruttosio (50:50). Nello sciroppo di mais il contenuto di fruttosio può variare rispetto al glucosio (42-55%), come pure nel miele, nello sciroppo d’acero o di agave.

 

Fonte: Food source of fructose-containing sugars and glycaemic control: systematic review and meta-analysis of controlled intervention studies. BMJ 2018: 363

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