Potenzialità antitumorali della fisetina

La scarsa efficacia di molti farmaci antitumorali è dovuta alla loro azione su un singolo target. Sostanze come la fisetina hanno invece una gamma diversificata di bersagli molecolari coinvolti nella patogenesi di diverse malattie inclusi i tumori

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Come noto, le cellule tumorali evitano la morte cellulare per apoptosi e proliferano indefinitamente attivando una serie di molteplici e articolati processi cellulari. Solitamente, i farmaci antitumorali agiscono su singoli target con conseguente scarsa efficacia. Diversamente, molti prodotti naturali possono agire su bersagli multipli e sono relativamente più sicuri.

Le potenzialità antitumorali della fisetina sono dovute alle sua attività antiossidante e co-targeting su vie di segnale parallele
Le potenzialità antitumorali della fisetina sono dovute alle sua attività antiossidante e co-targeting su vie di segnale parallele

Diversi studi hanno documentato i potenziali effetti terapeutici della fisetina (un flavonolo comunemente presente in molti frutti e in molte verdure) che agisce su una gamma diversificata di importanti bersagli molecolari coinvolti nella patogenesi dell’Alzheimer, dei tumori e di altre malattie.

La fisetina in ambito oncologico

Relativamente all’ambito oncologico, la fisetina è un potente antiossidante e inibisce drasticamente la crescita delle cellule tumorali attraverso meccanismi che includono:

  • arresto del ciclo cellulare,
  • apoptosi,
  • inibizione di vie di segnale come PI3K/Akt, mTOR, NF-kB e MAPK.

La vasta gamma d’azione della fisetina è particolarmente importante in quanto la sopravvivenza delle cellule tumorali richiede la disattivazione/attivazione di un certo numero di vie di segnale e, quindi, l’azione co-targeting su vie di segnale parallele può ottenere, potenzialmente, un risposta antitumorale ottimale, in grado di eludere lo sviluppo di resistenze farmacologiche.

La fisetina esercita inoltre un duplice ruolo di induzione della morte delle cellule tumorali e protezione delle cellule normali.

I dati relativi all’assorbimento, alla biodisponibilità, alla farmacocinetica e al metabolismo della fisetina sono ancora piuttosto limitati, suggerendo la necessità di sviluppare la ricerca in materia (in vivo), anche allo scopo di esplorare le effettive potenziali applicazioni cliniche.

In termini di valori IC50, la fisetina è risultata generalmente meno potente dei farmaci chemioterapici tradizionali.

Potenzialità della fisetina come chemioterapia adiuvante

Una crescente evidenza sperimentale ha documentato la capacità di fisetina di migliorare l'efficacia dei regimi terapeutici convenzionali e di alleviare gli effetti collaterali indesiderati; ad esempio la combinazione di paclitaxel e fisetina ha avuto effetti fortemente sinergici nell’indurre la morte cellulare per autofagia di cellule A549 (carcinoma polmonare non a piccole cellule); ma analoghe sinergie sono state documentate con cisplatino, 5-fluorouracile, 4-idrossiciclofosfamide. L’impiego adiuvante della fisetina (in combinazione con la melatonina) sembra promettente relativamente al contrasto della proliferazione e migrazione delle cellule di melanoma.

La fisetina è degna quindi di ulteriori considerazioni come chemioterapia adiuvante, potenzialmente in grado di contrastare lo sviluppo delle cellule tumorali resistenti ai chemioterapici. Sono naturalmente necessari anche studi sugli effetti della fisetina sul metabolismo di questi farmaci.

Revisione della letteratura realizzata da: Department of Chemical Pathology, School of Medical Sciences, Universiti Sains Malaysia, Health Campus, Kelantan, Malaysia.

Rengarajan T. Yaacob NS. The flavonoid fisetin as an anticancer agent targeting the growth signaling pathways. Eur J Pharmacol. 2016 Oct 15;789:8-16