La recente diffusione di un regime alimentare ricco di grassi animali e povero di fibre svolge un evidente ruolo nella diffusione di patologie infiammatorie croniche come il diabete di tipo 2 e l’obesità: un elevato contenuto di grassi animali, infatti, altera il microbiota intestinale, compromettendo la capacità di difesa nei confronti delle infiammazioni.

Finora sono state effettuate meno ricerche, invece, sul tipo di ruolo svolto da tale regime alimentare nei confronti di malattie infettive.
Uno studio dell’University College Cork recentemente pubblicato su Microbiome ("Short-term consumption of a high-fat diet increases host susceptibility to Listeria monocytogenes infection") si è proposto, per l’appunto, di investigare l’effetto di un regime alimentare ricco di grassi animali sulle infezioni mediate da Listeria monocytogenes, un patogeno estremamente aggressivo presente nel cibo, che colonizza l’intestino mediante l’interazione tra la proteina batterica internalina A (InlA) e la E-caderina dell’ospite.

La ricerca ha valutato l’effetto di un regime alimentare ricco di grassi animali monitorando vari parametri sia prima sia dopo l’infezione da Listeria; in particolare ha analizzato i cambiamenti del microbiota e le variazioni fisiologiche dell’ospite sia prima dell’infezione sia durante il suo picco.

I risultati dimostrano che una variazione del regime alimentare (anche di breve durata) con maggiore assunzione di grassi animali incrementa la suscettibilità alle infezioni mediate da Listeria monocytogenes.

Lo studio

10 topi da laboratorio (C57BL/6) sono stati alimentati per 2 settimane con:

  • una dieta a elevato contenuto di grassi (HF, 45% dell’apporto calorico totale in grassi),
  • una dieta a basso contenuto di grassi (LF, 10% dell’apporto calorico totale dai grassi),
  • un regime alimentare normale (18% dell’apporto calorico totale dai grassi).

Al tredicesimo giorno, i topi sono stati infettati per via orale con un ceppo di Listeria (EGDe) nel quale la proteina InlA era stata opportunamente alterata per aumentare l’interazione con l’E-caderina dell’ospite.

I topi alimentati con regime HF sono risultati più suscettibili all’infezione rispetto agli altri due gruppi, come evidenziato da un incremento del patogeno nel cieco e negli organi interni a tre giorni dall’inoculazione.

Effetti della dieta sulla fisiologia dell’ospite prima dell’infezione

Dopo aver dimostrato che la dieta è in grado di influenzare fortemente la fisiologia dell’ospite e di favorire lo sviluppo dell’infezione, i ricercatori hanno cercato di comprendere se sussistano evidenze per evidenziare variazioni della fisiologia dell’ospite prima dell’inoculazione di L. monocytogenes, analizzando diversi parametri che svolgono un ruolo fondamentale nella patogenesi da Listeria (ad esempio l'incremento di cellule caliciformi, principale sito di invasione di L. monocytogenes).
I risultati confermano che la fisiologia dell'ospite è alterata dal regime alimentare anche prima dell'inoculazione del patogeno.

La dieta HF a breve termine altera l’equilibrio del microbiota intestinale

È risaputo che il microbiota intestinale regola l’immunità e funge da barriera nei confronti dei patogeni, tra cui L. monocytogenes.
Partendo da questo presupposto, al 13° giorno dello studio (prima dell’inoculazione) i ricercatori hanno studiato le differenze di alterazione del microbiota tra i topi alimentati con regime HF e quelli nutriti con regime LF: i risultati mostrano un’evidente alterazione del microbiota intestinale dieta-correlata precedente all’inoculazione del patogeno, soprattutto nel gruppo HF.

Conclusioni

Lo studio mostra dunque che una dieta ricca di grassi animali (anche se per brevi periodi) aumenta in modo significativo e riproducibile la suscettibilità a L. monocytogenes in modelli murini.
Anche prima dell’inoculazione del patogeno, un regime alimentare HF determina alterazioni del microbiota intestinale e della fisiologia dell’ospite.
In conclusione, la ricerca evidenzia l’importanza dell’alimentazione per la prevenzione o il trattamento delle malattie infettive.

Articoli correlati

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here