Il pomodoro e un'integrazione con licopene, principale composto bioattivo dell’ortaggio, possono contribuire al miglior controllo del tumore alla prostata, inibendo l'angiogenesi e il metabolismo degli androgeni, ovvero riducendo il rischio di mortalità specifica, quando combinato a un regime dietetico di controllo. Evidenze che emergono da un recente studio americano, della University of Illinois at Urbana-Champaign, pubblicato su Scientific Report, che ha posto attenzione soprattutto agli esiti dell’integrazione del pomodoro in caso di obesità, condizione che espone a un maggiore rischio di malattia prostatica.

Il tumore alla prostata

Il tumore alla prostata rappresenta il 19% di tutte le diagnosi per tumore nel maschio, con numeri importanti: circa 36mila nuove diagnosi solo nel 2020, secondo il rapporto "I numeri del Cancro in Italia 2020", realizzato dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), le cui previsioni sono in crescita in funzione dell’invecchiamento medio della popolazione. Altamente trattabile nelle fasi iniziali, il TP si associa a una elevata probabilità di sviluppo metastatico e a una drastica riduzione delle aspettative di vita a 5 anni, quando diagnosticato in fase avanzata.

Ulteriore aggravante il sovrappeso: è stato infatti osservato che soggetti obesi mostrano livelli di testosterone sierico più bassi nel sangue, favorendo la possibile comparsa di fenotipi di TP più aggressivi e meno responsivi alla terapia standard di deprivazione androgenica. Peggiorano la prognosi, l’infiammazione cronica associata al TP, l’aumentata angiogenesi che stimola la crescita del tumore.

Lo studio pilota

È nota l’azione protettiva e preventiva del licopene sul TP. Pertanto ricercatori americani hanno avviato uno studio pilota in un modello transgenico di topo al fine di valutare ruolo e impatto sulla regolazione della crescita del TP e la perfusione di sangue nel tempo, dell’aggiunta del 10% di polvere di pomodoro (PP) a un regime dietetico obesogenico, ricco di zuccheri e grassi animali e a una dieta di controllo. Quantità di PP che corrispondono a 17 mg di licopene al giorno (0,24 mg/kg) per un uomo di 71 kg, pari a 1/2 tazza (123 g) di salsa di pomodoro quotidiana.

È stato possibile osservare che il pomodoro, in entrambe le diete, ha inibito l'angiogenesi con una significativa riduzione sia della perfusione di sangue tumorale nel tempo come della riduzione dell'espressione del fattore di crescita dell'endotelio vascolare (VEGF). Tuttavia si sono registrati esiti differenti in termine di crescita di malattia a seconda del regime dietetico: integrata alla dieta di controllo, la PP ha infatti indotto la riduzione della crescita tumorale, dell'infiammazione e dell'espressione genica regolata dagli androgeni, mentre ha prodotto effetti contrari in caso di una dieta obesogena, aumentando la crescita tumorale e l'espressione genica.

Le indagini future

Dovranno essere avviati studi di approfondimento per indagare il legame tra cambiamenti ormonali ed infiammatori mediati da diete obesogeniche e, dunque, il ruolo svolto dal pomodoro. Tuttavia le prime evidenze dello studio pilota, confermerebbero effetti protettivi del pomodoro solo in alcune classi di popolazione con TP, ovvero innescando esiti avversi con progressione di malattia, quando associato a regimi dietetici obesogeni.

Fonte:

  • Applegate CC, Lowerison MR, Hambley E, Song P, Wallig MA, Erdman JW Jr. "Dietary tomato inhibits angiogenesis in TRAMP prostate cancer but is not protective with a Western-style diet in this pilot study". Sci Rep. 2021;11(1):18548.

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