Studi clinici e di “nutrieconomia” per comunicare l’efficacia degli integratori è il titolo dell’intervento di Giorgio Colombo –  Università degli Studi di Pavia, S.A.V.E. Studi Analisi Valutazioni Economiche – durante ’Expert meeting “Integratori alimentari – Nuove strategie di comunicazione verso medici, farmacisti e consumatori” organizzato da Tecniche Nuove.

Il valore economico della nutraceutica e Cases Studies

Partendo dal quesito “la nutraceutica può avere effetti sul contenimento della spesa del SSN?”, Giorgio Colombo analizza diversi casi in cui l’integratore alimentare si rivela fondamentale alla riduzione della spesa pubblica.

Il primo caso è rappresentato dall’acido folico che assunto in gravidanza riduce i casi di spina bifida.
Quanto costa al SSN un paziente con spina bifida? Partendo da questo quesito, con che probabilità si riduce il rischio della malattia, se la donna in gravidanza assume il nutraceutico? Qual è il rapporto costo beneficio? Da qui si ricava il valore economico dell’integratore.

Altro caso è quello delle diete a restrizione proteica, nel trattamento conservativo della malattia renale cronica. Ci si è accorti che aggiungendo alla dieta una serie di prodotti nutraceutici, è possibile spostare di 6 mesi la dialisi del paziente con certe caratteristiche, con un risparmio per il SSN di 17.000 euro annui.

Da uno studio di Frost e Sullivan è emerso che l’assunzione regolare di Omega3 in over 55  comporta una notevole riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, con una diminuzione del 4,9% di rischio di ospedalizzazione e conseguente contenimento della spesa pubblica.

La Spesa sanitaria in Italia e il ruolo della nutraceutica

Attualmente, la spesa del nostro SSN è ferma da 5 anni a 133 miliardi di euro annui. L’analisi di Frost & Sullivan evidenzia come gli effetti degli integratori alimentari Omega3 determinerebbero un risparmio di circa 12,9 miliardi di euro in Europa, di cui 1,3 miliardi in Italia.

Grafico Spesa Sanitaria Pubblica e Privata in Italia
La spesa sanitaria pubblica e privata in Italia. Sebbene L’out of pocket sia una minima percentuale sul totale, la cifra si aggira intorno ai 30 miliardi di euro.

“In questo contesto – afferma Colombo – per far crescere il settore della nutraceutica, la comunicazione non deve prescindere dall’impatto economico che gli integratori alimentari hanno sull’economia dello Stato […] Se vogliamo avere riconoscimento dal decisore pubblico e dalle assicurazioni sanitarie private è dunque fondamentale avere una letteratura economica che mostri i rapporti costi/benefici della nutraceutica”.
Gli attori coinvolti in questo processo di comunicazione devono quindi essere i cittadini, i medici/farmacisti, il SSN e le assicurazioni sanitarie. Importante coinvolgere queste ultime perché  in Italia la spesa sanitaria out of pocket si aggira sui 30 miliardi di euro.

 

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