Dati allarmanti, quello del recente rapporto UNICEF "Bambini, cibo e nutrizione. Crescere sani in un mondo in trasformazione", che evidenzia una situazione caratterizzata da due estremi: 149 milioni di bambini nel mondo soffrono di ritardi nella crescita, mentre 40 milioni di bambini sotto i 5 anni sono invece obesi oppure sovrappeso. 

Come evidenzia il Presidente di UNICEF Italia, Francesco Samengo: "Malnutrizione non significa solo non avere da mangiare a sufficienza, ma anche mangiare in modo errato o malsano" e precisa: "Attraverso questo rapporto, si vuole mettere in luce anche il problema dell’obesità infantile che sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria epidemia. In Europa orientale e in Asia centrale, circa 1 bambino su 7 sotto i 5 anni è in sovrappeso. Appare preoccupante la situazione nel nostro paese: in Italia, la percentuale di bambini sovrappeso fra i 5 e i 19 anni è del 36,8%, con un aumento del 39,1% rispetto al 1990".

Denutrizione, quindi, con 50 milioni di bambini deperiti, e un incremento esponenziale di sovrappeso e obesità: dal 2000 al 2016, la percentuale di bambini sovrappeso fra i 5 e i 19 anni è raddoppiata, da 1 su 10 a circa 1 su 5; in Italia la situazione è altrettanto allarmante, come sottolinea il Presidente Francesco Samengo: "Attraverso questo rapporto, si vuole mettere in luce anche il problema dell’obesità infantile che sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria epidemia. In Europa orientale e in Asia centrale, circa 1 bambino su 7 sotto i 5 anni è in sovrappeso. Appare preoccupante la situazione nel nostro paese: in Italia, la percentuale di bambini sovrappeso fra i 5 e i 19 anni è del 36,8%, con un aumento del 39,1% rispetto al 1990".

Tra i due estremi di denutrizione e obesità, c'è comunque una grave situazione di malnutrizione, intesa come nutrizione scorretta o squilibrata. Ad esempio, secondo il rapporto il 45% dei bambini sotto i 2 anni non mangia regolarmente frutta o verdure, e la dieta del 60% dei bambini non include uova, latticini, pesce o carne. 

Nei paesi a basso e medio reddito, il 42% degli adolescenti che frequentano la scuola consuma bibite zuccherate gassate almeno una volta al giorno e il 46% mangia cibo da fast food almeno una volta a settimana. Nei paesi ad alto reddito, queste cifre aumentano a 62% e 49%, rispettivamente.

Secondo il rapporto, le conseguenze della malnutrizone pesano soprattutto su bambini e adolescenti delle aree più povere, anche nei paesi più ricchi: nel Regno Unito, ad esempio, i bambini sovrappeso nelle aree povere sono più del doppio rispetto a quelli presenti nelle zone ricche.

La sfida, quindi, non è più solo fornire cibo a tutti, ma fare in modo che tutti possano avere accesso a cibo sano, come sottolinea Henrietta Fore, Direttore esecutivo UNICEF: "Milioni di bambini sopravvivono con una dieta poco salubre perché non hanno una scelta migliore. Il modo che conosciamo e con cui rispondiamo alla malnutrizione deve cambiare: non si tratta più solo di dare abbastanza cibo ai bambini, ma prima di tutto di dare loro quello giusto. Questa è la sfida comune che abbiamo di fronte, oggi".

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