Uno studio, condotto dal gruppo di ricerca dell’Emory University in Atlanta, GA e coordinato da Roberto Pacifici, ha dimostrato in modello animale di topo che assumere probiotico Lactobacillus rhamnosus GG (LGG) per più di 4 settimane aumenta la massa ossea.

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(codice di condotta, contratti agli incaricati e piano di margketing)
Secondo uno studio pubblicato su Immunity, la supplementazione con il probiotico Lactobacillus rhamnosus GG ha aumentato la massa ossea in modello di topo

Cosa c’entrano probiotici e quindi microbiota intestinale con le ossa, la massa ossea e l’osteoporosi?

La somministrazione del probiotico Lactobacillus rhamnosus GG, secondo lo studio pubblicato da Pacifici su Immunity, favorirebbe la crescita del batterio a livello intestinale.

E fin qui nulla di nuovo.

Il collegamento tra Lactobacillus rhamnosus GG e le ossee deriverebbe dall’incremento dei livelli di butirrato nel piccolo intestino e dalla successiva cascata di eventi. Questo acido grasso a catena corta, a sua volta, determinerebbe un aumento del numero e dell’attività delle cellule T regolatorie (Treg) a livello intestinale e del midollo spinale. Le cellule Treg stimolano i linfociti T citotossici CD8+ a secernere il ligando Wnt10b, che a sua volta stimolerebbe la formazione dell’osso attivando la via di segnalazione Wnt negli osteoblasti.

«Siamo colpiti dalle potenzialita’ che il microbioma intestinale  ha sull’omeostasi dell’osso e dalla complessità del meccanismo di azione dei probiotici», ha commentato Roberto Pacifici.

«Per il loro meccanismo d’azione sull’osso non chiaro ed evidenze non sempre concordi, i probiotici sono sempre stati visti con sospetto – ha aggiunto il coordinatore dello studio- I risultati del nostro studio ci portano ad affermare che i probiotici esprimono un effetto positivo sulla struttura dell’osso e il numero dei batteri contenuti nei probiotici sembra essere un fattore importante per l’efficacia».

«I risultati dello studio sono incoraggianti, ma devono essere validati e confermati da studi condotti sull’uomo», ROberto pacifici.

Sarà quindi fondamentale confermare se l’aumento del numero delle cellule T regolatorie (Treg) attraverso la supplementazione con probiotici (o anche di butirrato) può rappresentare un meccanismo attraverso il quale è possibile stimolare la formazione dell’osseo, migliorare la formazione scheletrica nel giovane e contrastare l’osteoporosi nell’anziano.

Impatto dello studio sulla vita quotidiana

L’impatto di questi studi, se confermati, potrà davvero essere interessante, se consideriamo che con il progressivo invecchiamento della popolazione l’osteoporosi rappresenta un problema emergente dal punto di vista sia epidemiologico che delle sue conseguenze. Le fratture ossee dovute a osteoporosi portano a mortalità nel 24-30% dei casi nel primo anno successivo alla frattura e a disabilità in caso su due (Burge et al., 2007).

Nonostante la disponibilità di farmaci, anche innovativi, indicati per l’osteoporosi, la maggior parte dei casi rimane non trattata efficacemente a causa dell’elevato costo delle terapie o degli effetti collaterali correlati. Diventa quindi importante identificare nuove opzioni terapeutiche, efficaci e con un buon profilo di sicurezza e tollerabilità sia nella prevenzione che nel trattamento dell’osteoporosi.

 

 

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