Quanto può influire l’olio di crusca di riso (RBO) aggiunto alla dieta rispetto ad altri oli vegetali, ad esempio l'olio di girasole (SFO) nel modulare, migliorare o condizionare specifici parametri per la malattia coronarica, tra questi i marcatori di aterogenicità e resistenza all'insulina? Su questa premessa e in relazione della scarsa disponibilità di dati di studi clinici sulla risposta dei pazienti con malattia coronarica severa (CAD), sottoposti a terapie specifiche come sulla prognosi, ricercatori iraniani della Guilan University of Medical Sciences hanno avviato uno studio randomizzato controllato di 8 settimane, pubblicato su Lipids in Health and Disease.

Si tratta di una indagine molto preliminare che ha coinvolto una prima selezione di 130 pazienti, ridotti poi a 40 uomini, in conformità al target di riferimento (CAD severa e angioplastica coronarica percutanea), con un'età media 56 anni (compresa fra 30 e 70 anni) e indice di massa corporea (BMI) inferiore a 35 kg/m2, assegnati in modo casuale ad assumere 30 g/giorno di RBO (gruppo di intervento) o le stesse dosi di SFO (gruppo di controllo) integrato in un regime dietetico standardizzato. Sono stati esclusi dallo studio pazienti con una storia di eventi cardiovascolari gravi, quali chirurgia, tromboembolia, sindrome coronarica acuta, shock cardiogeno o bypass coronarico nei 6 mesi precedenti la ricerca; pazienti con comorbilità (disturbi renali, diabete di tipo 1, infezioni virali concomitanti, malattie maligne o disturbi correlati al sistema immunitario); pazienti con abitudini alimentari specifiche o che avevano consumato integratori alimentari nel mese precedente l'inizio dello studio. Tra gli ulteriori criteri di esclusione si annoverano sofferenza da abuso di alcol o droghe, qualsiasi alterazione degli approcci terapeutici o ai farmaci durante lo studio e la riluttanza a partecipare o continuare per qualsiasi motivo.

Tutti i pazienti randomizzati sono stati sottoposti all’ingresso e al termine dello studio a valutazione del profilo lipidico, glicemia a digiuno (FBS), mediatori dell'infiammazione sierica (fattore di necrosi tumorale alfa, TNF-α) oltre alla proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs- CRP) e alla misurazione/valutazione di otto indici correlati all'aterosclerosi, ovvero: rischio di Castelli I e II, coefficiente aterogenico, indice di combinazione delle lipoproteine, indice di glucosio trigliceridi, rapporto trigliceridi/HDL e indice aterogenico del plasma.

Efficacia superiore di RBO

L’analisi dei dati evidenzierebbe che l'uso di RBO rispetto a SFO è in grado di ridurre l'indice di rischio di Castelli I e II (medie aggiustate: 3,29-1,52 vs 4,61-2,20 rispettivamente), il coefficiente aterogenico (2,29 vs 3,61), l’indice di combinazione delle lipoproteine (6,54 vs 17,53) e l’indice di colesterolo (0,46 vs 1,20) con valore P ≤ 0,002. Inoltre, nei pazienti del gruppo RBO si sarebbe osservato un indice di glucosio trigliceridi significativamente più basso (8,73 vs 9,13) con valore P = 0,010 e un miglioramento marginalmente significativo sia del rapporto trigliceridi/HDL sia dell'indice aterogenico del plasma (rispettivamente 1,48 e 0,13 vs 1,86 e 0,24) con valore P = 0,07. Infine l'analisi della correlazione di Spearman ha fatto osservare correlazioni positive significative tra le alterazioni dei livelli sierici di TNF-α (ng/L) e la maggior parte degli indici valutati con valore P <0,05.

Prime evidenze

I dati preliminari emersi farebbero ipotizzare che l’integrazione di 30 grammi di RBO nella dieta abituale del paziente uomini con CAD sia efficiente ed efficace nel migliorare gli indicatori di aterogenicità e insulino-resistenza, presumibilmente in relazione alle proprietà antinfiammatorie della sostanza stessa. Il (protocollo dello) studio, registrato retrospettivamente nel sistema iraniano di registrazione degli studi clinici (IRCT) con il numero di registrazione IRCT20190313043045N1 è tuttavia meritevole di ulteriori indagini e su più vasta scala per trarre conclusioni definitive sulla bontà di RBO nei pazienti target per gli scopi indicati.

Fonte:

  • Mahdavi-Roshan M, Salari A, Vakilpour A et al. Rice bran oil could favorably ameliorate atherogenicity and insulin resistance indices among men with coronary artery disease: post hoc analysis of a randomized controlled trial. Lipid Health Disease, 2021 Nov 6;20(1):153. doi: 10.1186/s12944-021-01584-9

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