Il progetto – presentato lo scorso 18 novembre presso la sede milanese dell’Istituto Mario Negri – nasce dall'esigenza di promuovere la ricerca scientifica, con l’obiettivo di identificare i nutrienti che hanno maggiore impatto sulla longevità e sulla salute della popolazione.

La cattiva alimentazione ormai miete più vittime di molti altri fattori di rischio quali droga, fumo, alcol e rapporti sessuali; inoltre la necessità di produrre cibo per i 7 miliardi di individui che popolano il pianeta ha un impatto notevole dal punto del consumo di risorse e dell'inquinamento ambientale, a livelli ormai difficili da mantenere.

Le prime iniziative dell'isitituto vedono i ricercatori impegnati nello studio di fattori che incidono sull’invecchiamento in salute della popolazione, partendo dalla mappatura dell’Italia. Le analisi si focalizzeranno sulle differenze dei determinanti dal punto di vista genetico, biologico, molecolare, epidemiologico e ambientale. Successivamente, l'attenzione si sposterà su altri Paesi, con attenzione particolare per il Giappone, che vanta un’elevata longevità come l’Italia, pur presentando abitudini alimentari molto diverse.

Tra le iniziative compaiono anche l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili (genomica, big data, intelligenza artificiale) per la ricerca di modelli alimentari (anche personalizzati) al fine di determinare come i vari componenti alimentari influenzino la salute umana; lo sviluppo di modelli di predizione e valutazione dell’impatto di sistemi alimentari sostenibili sul cambiamento climatico, sulla preservazione dell’ambiente e sulla biodiversità.

Commenta Giuseppe Remuzzi: “Diversi aspetti contribuiscono a rendere l’Italia un laboratorio ideale per sviluppare un progetto che dovrà avere un impatto globale. Perché proprio Milano e l’Italia? Milano è stata sede dell’Expo, la manifestazione universale sul tema ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’. L’Italia, secondo l’Istat, è il primo Paese più longevo in Europa. Questo è senz’altro il risultato della presenza di un Servizio Sanitario (SSN) che rende accessibile il diritto alla salute a tutti gli italiani, senza discriminazioni di reddito, di genere o di età. Senza dimenticare che il nostro Paese ha una tradizione alimentare nella dieta mediterranea che contribuisce a una sensibile riduzione di diverse malattie come quelle cardiovascolari e i tumori.

Aggiunge Walter Ricciardi: “L’Istituto si avvarrà delle competenze presenti all’interno dell’Università Cattolica e del Mario Negri, ma intende aprirsi a collaborazioni nazionali e internazionali per promuovere un’alimentazione sana e sostenibile e per approfondire le correlazioni tra cambiamento climatico e salute, anche al fine di prevenire o mitigare gli effetti del riscaldamento globale e favorire un’agricoltura all’altezza delle sfide demografiche ed epidemiologiche del Pianeta. Sarà poi importante raccordarsi a istituzioni come Human Technopole, l’European Food Safety Authority, che ha sede in Italia, e con tutti gli istituti di ricerca che operano nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale”.

IIPH sarà guidato dal Presidente, Carlo Salvatori, i VicePresidenti, Walter Ricciardi e Giuseppe Remuzzi, l’Amministratore Delegato, Angelo Del Favero, e il Consigliere Raffaele Ianuario, in rappresentanza di Vihtali. Per la progettazione e lo svolgimento di progetti, il Consorzio si avvarrà del supporto delle strutture in capo ai Soci consorziati, già attive su filoni di ricerca riguardanti il rapporto tra alimentazione e salute.

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