Durante la menopausa, si verifica un crollo dei livelli degli estrogeni che comporta l'insorgenza di vari sintomi, tra cui vampate di calore, sudorazioni, dolori articolari e secchezza vaginale. La drastica diminuzione di estrogeni, nel tempo comporta la manifestazione di problematiche anche a livello osseo (osteoporosi) e il potenziale incremento di patologie cardiovascolari.

In generale, per contrastare questa sintomatologia e i suoi effetti a lungo termine viene somministrata una terapia sostitutiva ormonale a base di estrogeni e progestinici. In alternativa a tale terapia, è stato suggerito l'uso di alcuni nutraceutici, in particolare estratti di Cimicifuga racemosa e i fitoestrogeni.

Cimicifuga racemosa

Dalla Cimicifuga racemosa (che appartiene al genere delle ranuncolacee) è possibile ricavare un estratto isopropanolico (iCR) che riduce i sintomi vasomotori della menopausa, interferendo con i neurotrasmettitori coinvolti nella genesi delle "vampate di calore"; iCR non svolge attività estrogenica. per contribuire a ridurre i sintomi della menopausa, l'EMA ne suggerisce una supplementazione quotidiana di 40 mg.

I fitoestrogeni sono composti di derivazione vegetale, con attività simile a quella svolta dagli estrogeni, ma con potenza decisamente inferiore a quella dell’estradiolo. Possono essere suddivisi in 3 classi principali: isoflavoni, cumestani e lignani.

Gli isoflavoni della soia contengono 12 diverse isoforme suddivise in 4 classi chimiche: agliconi, glucosidi, acetilglucosidi e malonilglucosidi. Fra tutti, la genisteina è il composto che maggiormente contrasta gli effetti vasomotori della menopausa: questa sostanza, associata ad estratto di Angelica sinensis e di Morusalba – con un'aggiunta di magnesio e di un probiotico – riduce i sintomi della menopausa, contribuendo a diminuire anche il rischio cardiovascolare.

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