Malattia di Crohn: integrare i nutrienti carenti

Il malassorbimento dovuto alla malattia di Crohn può essere contrastato con la supplementazione per esempio di vitamine, acido folico, calcio, ferro, zinco e omega 3

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La malattia di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale che può colpire qualunque parte del tratto gastrointestinale.

La malattia di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale che può colpire qualunque parte del tratto gastrointestinale
Nella malattia di Crohn può essere opportuna la supplementazione con vitamine, acido folico, calcio, ferro, zinco, omega 3

È caratterizzata da:

  • dolore addominale cronico e ricorrente,
  • diarrea anche con sanguinamento,
  • occlusione intestinale (forma stenosante),
  • fistole (forma penetrante),
  • spossatezza,
  • febbre,
  • calo ponderale,
  • denutrizione.

La denutrizione nella malattia di Crohn

La denutrizione è dovuta al fatto che la malattia di Crohn e alcuni farmaci possono interferire sul normale assorbimento di determinati nutrienti. In molti casi, inoltre, per contrastare i sintomi della malattia, si rende opportuno limitare o eliminare dalla dieta del paziente determinati cibi, come quelli ricchi di fibre o di grassi o di lattosio. Anche l'asportazione chirurgica di parti del tratto gastrointestinale, naturalmente, pregiudicano il normale assorbimento di sostanze. Questo determina il mancato introito di molecole indispensabili che devono perciò essere integrate in dosi e per periodi che dipendono dalle caratteristiche della malattia e dal grado di interessamento delle varie parti dell'intestino.

Integratori utili per la malattia di Crohn

Quando la dieta prevede un ridotto consumo di fibre e, quindi, di frutta e verdura, può essere valutata dal medico l'opportunità di una supplementazione a base di vitamine A, B12, C, D, E, K, acido folico, calcio, ferro e zinco. È particolarmente importante contrastare l'anemia sideropenica che rappresenta la manifestazione extraintestinale più importante della malattia di Crohn.

Per riassestare un eventuale squilibrio tra omega tre e omega sei, può essere utile anche il consumo di olio di pesce o microalghe, ricchi di acido eicosapentaenoicoacido docosaesaenoico.