I supplementi vitaminici apportano benefici nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari (CV), infarto miocardico o ictus? Questo il quesito attorno al quale ruota una review pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology.

Integratori vitaminici e malattie CV

Dai dati generali riguardanti gli integratori alimentari di vitamina D, calcio, vitamina C, oltre a quelli riguardanti i multivitaminici, non emergono reali benefici nella prevenzione delle malattie sopra citate: in particolare, non è stata riscontrata un’incidenza vantaggiosa sul tasso di mortalità tale da giustificare un uso continuativo di tali supplementi.

Occorre però sottolineare la presenza di dati contrastanti: l’acido folico, da solo e in combinazione con alcune vitamine del gruppo B (B6 e B12), riduce l’insorgenza dell’ictus del 20%. La niacina (vitamina B3) e gli antiossidanti sono invece stati associati con un aumento, seppur modesto, del rischio di mortalità totale.

I dati prima della review

Le raccomandazioni emanate nel 2014, in seguito all’ultimo aggiornamento dell’U.S. Preventive Service Task Force (USPST) del 2013, affermavano che le evidenze erano insufficienti per valutare il rapporto rischio/beneficio di integratori (sia singolarmente che in associazione) per la prevenzione di malattie CV e cancro, con alcuni eccezioni.
ß-carotene e vitamina E venivano sconsigliati per la prevalenza di effetti negativi. La supplementazione di vitamina A poteva portare in rari casi alla frattura del femore, mentre l’acido folico all’aumento del tasso di cancro prostatico.

La revisione

Gli autori dello studio hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi di revisioni sistematiche esistenti e meta-analisi e studi controllati randomizzati (RCT) pubblicati in inglese a partire da gennaio 2012 fino a ottobre 2017. È stata eseguita una ricerca di studi pubblicati nella Cochrane Library, MEDLINE e PubMed, usando i termini di ricerca: integratori alimentariintegratori e malattie cardiovascolariinfarto miocardicoictusmorte mortalità cardiovascolare; mortalità per tutte le cause o morte; morte o mortalità per cancro. Sono state condotte ricerche specifiche per integratori individuali di vitamine e minerali nel rapporto USPST del 2013 per gli esiti CVD e la mortalità totale. La ricerca era limitata a meta-analisi, studi randomizzati e studi osservazionali.

I risultati della review

Questi i risultati per quanto riguarda le malattie CV:

  • Multivitaminici, Vitamina D e Vitamina C: diminuzione con valori di significatività rispettivamente P=0.61, 0.31, 0.89;
  • Calcio: aumento con valore di significatività P=0.23;
  • Acido folico: diminuzione di ictus con valori di significatività P = 0.003, NNT = 167, diminuzione di CVD totali con valori di significatività P = 0.002, NNT = 111;
  • Complesso vitaminico B: diminuzione di ictus con valori di significatività P = 0.04, NNT = 250

Mentre per quanto riguarda la mortalità totale:

  • Multi-vitaminici e vitamina D: diminuzione con valori di significatività rispettivamente P=0.12 e P=0.58;
  • Vitamina C, calcio, anti-ossidanti e niacina: aumento con valori di significatività rispettivamente P=0.63; P = 0.16; P = 0.05, NNT = 250; P = 0.05, NNT =200.

In sintesi, queste sono le evidenze emerse dalla review:

  • l’acido folico ha un effetto di prevenzione delle malattie CV (studi di qualità moderata o bassa);
  • multi-vitaminici, vitamine C e D, ß-carotene, calcio e selenio non hanno nessun effetto;
  • miscele anti-ossidanti e niacina (con una statina) provocano un aumento della mortalità totale.

Conclusioni

Il dato più significativo che emerge riguarda l’effetto dell’acido folico nel ridurre l’ictus e le malattie CV. La vitamina B3 (o niacina) potrebbe invece aumentare la mortalità totale, probabilmente in relazione ai suoi effetti avversi sulla risposta glicemica. Per quanto concerne le miscele anti-ossidanti, non solo non provocano benefici nella prevenzione delle malattie CV, ma potrebbero anche aumentare la mortalità totale.

In assenza di ulteriori studi dunque la review indica di concentrarsi più che sull’assunzione di integratori, sull’adozione di modelli dietetici sani, con una percentuale maggiore di alimenti vegetali in cui sono naturalmente contenuti molti di questi minerali e vitamine.

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