Il consumo quotidiano di frutta e verdura è ormai da tempo associato a un minor rischio di sviluppare patologie cardiovascolari. La mela, in particolare, è ricca di polifenoli (in media 110 mg per 100 g), che potrebbero essere i responsabili del suo effetto così benefico sull'organismo: di questi, il gruppo più numeroso è quello dei flavanoli (71–90%), seguito da acidi idroxannicinici (4–18%), diidrocalconi (2–6%) e antocianine (1–3%), contenute solo nelle mele rosse.

La benefica azione antiossidante dei polifenoli di associa quella delle pectine, le principali fibre solubili contenute nelle mele, che sono in grado di rallentare i tempi di svuotamento dello stomaco, aumentando i periodi di sazietà, inoltre sembra possano ridurre la quantità di colesterolo totale e LDL nel sangue e agire positivamente sul controllo dei livelli di glicemia nel sangue, svolgendo una funzione preventiva nei confronti del diabete.

L'associazione del consumo di mele con la riduzione del contenuto lipidico nel sangue, con una diminuzione del colesterolo totale e LDL trova molti riscontri positivi, soprattutto in modelli animali.

Lo studio

La ricerca, condotta dai ricercatori dell'Università di Reading in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, ha voluto saggiare l'ipotesi che il consumo quotidiano di 2 mele per 8 settimane su 40 soggetti lievemente ipercolesterolemici potesse influenzare positivamente i livelli di colesterolo nel sangue e svolgere un effetto benefico sulla salute dell'apparato cardiovascolare. Il gruppo sperimentale ha assunto mele di varietà Renetta Canada (coltivate in Val di Non – Trentino), ricche di proantocianidine e diidrocalconi, oltre ad aver dimostrato di possedere effetti positivi sulla composizione e l'attività del microbiota intestinale. Al gruppo di controllo è stato invece somministrato del succo contenente almeno il 50% di succo di mela da concentrato.

Risultati

Al termine della sperimentazione, è emerso che le mele fornivano un maggior contenuto in polifenoli e fibre rispetto al succo: in particolare, una dose giornaliera pari a 340 g di mele apportava 990 mg di polifenoli, 854 mg di proantocianidine e 8,5 g di fibre totali (di cui 3,7 g solubili), confrontati con i 2,5 mg di polifenoli, 1 mg di proantocianidine e meno di 0,5 g di fibre totali forniti invece dall'assuzione di 500 mL della bevanda di controllo.

In conclusione, lo studio ha evidenziato che nel gruppo che aveva consumato le mele il colesterolo è diminuito quasi del 4% rispetto ai soggetti del gruppo di controllo, che avevano bevuto succo di mela. Un risultato importante, anche se è fondamentale sottolineare che i valori di colesterolo al termine della sperimentazione sono rimasti al di sopra dei livelli "di guardia", nonostante la notevole diminuzione: pertanto, pur appurato il loro effetto benefico, le mele non possono essere considerate sostituti dei farmaci normalmente utilizzati per ridurre i valori di colesterolo nel sangue.

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