Diversi studi hanno negli ultimi anni correlato il consumo di caffè con vari benefici per la salute, imputabili ai vari composti bioattivi contenuti nella bevanda.

Di recente l'American Journal of clinical nutrition ha pubblicato le evidenze di una ricerca condotta su 15.551 donne e 7397 uomini – non affetti da cancro, diabete o patologie cardiovascolari – al fine di individuare la correlazione tra il consumo di caffè con i livelli di vari biomarcatori associati a infiammazione o alterazione metabolica. Lo studio ha considerato sia il consumo di caffè normale, sia decaffeinato.

In soggetti che consumano almento 4 tazzine di caffè al giorno, i risultati hanno evidenziato la riduzione di diversi parametri importanti, tra cui due dei principali marcatori di  infiammazione: proteina C reattiva (–16,6%) e interleuchina 6 (–8,1). Scendono anche i livelli di leptina (−6,4%), mentre si è registrato un aumento (+17,2%) dei livelli di adiponectina, una citochina antinfiammatoria, e di testosterone (+7,3% nelle donne e +5,3% negli uomini).

I dati suggeriscono che il consumo di caffè possa associarsi alla riduzione dell'incidenza di patologie metaboliche e/o infiammatorie conseguente alla modifica dei livelli di importanti biomarcatori. I risultati sono sostanzialmente invariati, considerando il consumo di caffè normale e quello di caffè decaffeinato: il fatto che la caffeina non risulti implicata, può indicare che siano altre le sostanze contenute nella bevanda a determinare gli effetti antinfiammatori.

Articoli correlati

Quali sono i cibi che fanno bene al cuore

Consumare frutta fresca può aiutare a contrastare la sindrome metabolica

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here