L'ergotioneina è un amminoacido naturale derivato dall'istidina dalle spiccate proprietà antiossidanti. La ricerca – effettuata su ratti e nematodi – ha evidenziato gli effetti dell'amminoacido in caso di patologie neurodegenerative come la demenza o la malattia di Alzheimer; parallelamente, nei soggetti affetti da tali malattie sono stati riscontrati bassi livelli di ergotioneina. Le evidenze inducono a ipotizzare che essa potrebbe rivestire un ruolo molto importante nel contrastare l'insorgenza di tali patologie.

L'organismo umano non sintetizza autonomamente questo amminoacido, pertanto deve integrarlo. Attualmente i costi per la realizzazione sintetica della ergotioneina sono molto elevati e questo la rende molto costosa anche per l'utente finale. Pertanto, i ricercatori del DTU Biosustain hanno cercato di ottimizzarne la produzione, riducendone i costi di acquisto e quindi di vendita al pubblico. Va sottolineato che a tutt'oggi non è ancora stata testata scientificamente l'efficacia dell'ergotioneina per le malattie neurodegenerative, ma poiché la valutazione del suo profilo di sicurezza è già stata effettuata, sarebbe sufficiente poterne produrre di più, per usarla in studi ad hoc.

In natura, l'ergotioneina viene prodotta da batteri e funghi, ma le vie enzimatiche utilizzate per la produzione sono lievemente diverse nei due organismi. I ricercatori hanno selezionato alcuni enzimi da vari funghi e dal batterio Mycobacterium smegmatis in varie combinazioni, per identificare poi quali producessero la maggior quantità di ergotioneina. Utilizzando il lievito di birra come substrato per la produzione, hanno individuato le migliori combinazioni enzimatiche in quelle composte da NcEgt1 e CpEgt2, entrambi enzimi di origine fungina.

I ricercatori sono stati in grado di produrre 0,6 g/L in 84 ore, un buon risultato confrontato con l'attuale miglior resa relativa a E. coli, pari a 1,3 g/L in 216 ore.

Gli evidenti benefici di questa scoperta sono due: da un lato, per la sintesi il lievito non necessita dell'elevata quantita di energia di cui ha invece bisogno E. Coli; il lievito inoltre, è un substrato sicuro e già testato per la produzione di integratori alimentari.

Alla luce dell'importante scoperta, gli autori dello studio sottolineano che i suoi effetti positivi finora sono stati rilevati solo in modelli animali, pertanto ne andrà testata l'efficacia sull'uomo. A prescindere da questo, comunque, una maggior produzione di  ergotioneina sarebbe importante per realizzare nuovi integratori alimentari.

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