L'acqua è fondamentale per il corretto funzionamento del nostro organismo, eppure spesso è necessario ricordare l'importanza di questo nutriente essenziale.

Oltre il 75% delle cellule è composto da acqua, che viene "dispersa" mediante diverse funzioni fisiologiche come respirazione, traspirazione, sudorazione. Il fenomeno della carenza di liquidi è diffuso e sottovalutato soprattutto tra gli over 65: si stima infatti che il 20-30% di questi soggetti soffra di una condizione cronica di disidratazione.

Le cause possono essere molteplici: con l'avanzare dell'età decresce lo stimolo della sete – ed è quindi necessario "ricordarsi" di bere – e i reni perdono capacità ed efficienza nel trattenere l'acqua; gran parte dell'acqua dell'organismo, inoltre, è contenuta nei muscoli, la cui massa si riduce con l'avanzare dell'età a causa della sarcopenia, una condizione indotta da debolezza muscolare, perdita di forza e mancata resilienza ai fattori esterni. Dal momento che circa 1 over 60 su 3 soffre di una severa perdita di muscolo, è facile intuire quanto la disidratazione sia un fenomeno diffuso tra questi individui. La situazione peggiora ulteriormente in soggetti con diabete non controllato o non curato.

Gli anziani affetti da ipertorfia prostatica o da incontinenza urinaria, inoltre, tendono a bere poco per ridurre al minimo la minzione, mentre condizioni come la demenza o l'Alzheimer aumentano il rischio di una scarsa idratazione.

Secondo una ricerca pubblicata su Age and Ageing nel 2015, il 37% degli anziani giunti al Pronto Soccorso mostrava uno stato di disidratazione, e i loro esiti risultavano peggiori rispetto a quelli dei soggetti ben idratati. 

Spiega il Professor Maurizio Muscaritoli, Presidente SINuC: “Fatica e crampi muscolari possono essere dei segnali indicativi. Sbagliato attribuire tutto all’età. Sarebbe opportuno studiare un piano personalizzato, specialmente nei soggetti a rischio, con l’obiettivo di aumentare l’introito di fluidi, ridurre quello di alcol che favorisce la disidratazione, favorire l’assunzione di frutta e verdura e pianificare con il curante la diminuzione dei farmaci diuretici quando ciò fosse possibile”. "E’ molto importante insegnare ai giovani medici a riconoscere tempestivamente le caratteristiche cliniche gli elevati rischi della disidratazione": è sufficiente infatti infatti una disidratazione lieve, pari al 2% del peso corporeo per indurre senso di confusione e disorientamento, fatica, perdita di forza, di coordinazione e delle funzioni cognitive in generale.

Le conseguenze di tale deficit sono cadute, traumi, incidenti, danni a reni e muscoli, aumento del rischio di contrarre infezioni. Vari tipi di terapie – come quelle a base di diuretici, antistaminici e lassativi – possono causare una maggior produzione di urina, in assenza però di un congruo reintegro di liquidi.

Secondo una ricerca condotta presso l’Università di Saint Andrews in Scozia che ha confrontato il potere idratante di alcune bevande, l'acqua non sarebbe la prima dell'elenco, come spiega il Professor Ronald Maughan autore dello studio: “L’acqua disseta a breve termine, mentre liquidi che contengono piccole quantità di zuccheri, grassi o proteine permettono una idratazione di organi e tessuti più a lungo”.

Uno dei fattori chiave dell’idratazione è la composizione in nutrienti: da questo punto di vista, quindi, il latte sarebbe più "idratante" dell’acqua, grazie al contenuto in lattosio, proteine e grassi. Questa composizione induce l’organismo a trattenere il liquido più a lungo nello stomaco per metabolizzarne gli elementi, rispetto alla velocità di eliminazione della semplice acqua. A questo tempo di permanenza superiore contribuisce anche il sodio, che trattiene i liquidi come una spugna impedendo che questi siano eliminati troppo velocemente con le urine. Il principio è lo stesso delle soluzioni reidratanti usate in caso di diarrea, che contengono piccole quantità di zuccheri, sodio e potassio per favorire la ritenzione dei liquidi nell’organismo e compensare quelli perduti. Gli elettroliti contribuiscono a un'idratazione efficace, mentre una ridotta quantità di calorie fa in modo che il liquido rimanga più a lungo nell’organismo.

L'acqua – la cui assunzione è comunque fondamentale e imprescindibile anche per non eccedere in calorie, consentire le funzioni di fegato e reni e mantenere l’elasticità cutanea, può essere quindi alternata, quando poco gradita, a latte scremato o intero, spremuta di arancia e tè in quantità moderate.

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