Sono più di 90 le diete specifiche per ogni patologia (92 per la precisione) contenute nel Dietetico Ospedaliero del San Camillo-Forlanini di Roma che, per contrastare la malnutrizione in ospedale, ha deciso di andare controcorrente riportando la cucina in ospedale per garantire un maggiore controllo di quello che il paziente mangia e anche una maggiore flessibilità.

Dietetico Ospedale San Camillo Forlanini contro malnutrizione in ospedale

Cos’è la malnutrizione ospedaliera

La malnutrizione è un fenomeno molto diffuso ma ancora troppo misconosciuto e sottovalutato. È già spesso presente al momento del ricovero e spesso peggiora durante la degenza in ospedale soprattutto quando i pazienti sono anziani e affetti da patologie croniche. Ad aggravare la situazione si aggiunge la non sempre adeguata consapevolezza da parte di medici e degli operatori sanitari dell’impatto negativo della malnutrizione sull’evoluzione delle patologie (sarcopenia, inadeguata risposta alle terapie, complicanze, ecc), che accelera l’exitus.

È importante precisare che malnutrito non è solo il paziente che assume un quantitativo di nutrienti inferiori al suo fabbisogno, ma, secondo il senso più ampio del termine, tutti i pazienti che non mangiano in modo adeguato, senza rispetto del proprio fabbisogno. In questo senso è malnutrito non solo che mi mangia poco, ma anche chi mangia troppo, chi mangia salato anche se nefropatico, dolce anche se diabetico.

Il dietetico ospedaliero dell’AO San Camillo-Forlanini

Per affrontare e risolvere il problema della malnutrizione in ospedale l’Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma ha deciso di:

  • riportare la cucina in ospedale per riuscire ad essere più flessibile in termini di logistica e quindi garantire un pasto anche fuori orario ai pazienti che si muovono per fare esami diagnostici o che vengono ricoverati dal pronto soccorso, ad esempio,
  •  definire il Dietetico Ospedaliero, 92 tipologie di diete, per poter soddisfare le esigenze dei pazienti, in funzione delle patologie, etnia ed cultura/religione (es. veganesimo).

Il dietetico ospedaliero dell’Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma è stato pubblicato nel libro “La ristorazione collettiva sociosanitaria e il Dietetico”.

«Un corretto regime alimentare deve essere considerato un obiettivo primario da raggiungere nelle strutture ospedaliere»

«Un corretto regime alimentare- afferma Maria Antonia Fusco, Primario Emerito UO Dietologia e Nutrizione, AO San Camillo-Forlanini di Roma nella prefazione al libro -completa e integra le altre terapie sia mediche che chirurgiche. Abbiamo identificato e preparato 92 diete specifiche per ogni patologia, come il diabete o le malattie infiammatorie intestinali, per ogni condizione fisica anomale conseguente a una pregressa patologia, per ogni specifica intolleranza, per ogni grave situazione organica, come può essere il trapianto di fegato, per evitare al paziente di andare incontro a carenza nutrizionali e favorire la guarigione, rispettando al contempo anche della sua etnia ed estrazione culturale”.

Le diete a un occhio poco esperto possono sembrare ripetitive in quanto molto simili tra loro. In realtà, in un sistema informatizzato che assegna un codice ad ogni dieta, la modificazione di una sola caratteristica, ad esempio l’assenza di sale per alcune patologie, richiede un codice dieta diverso anche se fondamentalmente gli alimenti rimangono gli stessi.

La pubblicazione del Dietetico del San Camillo-Forlanini si propone come uno strumento utile per le strutture sanitarie a tutela della salute dei degenti, per mantenere uno stato di nutrizione ottimale per favorire la guarigione.

 

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