Lo studio – pubblicato su International Journal of Epidemiology – ha esaminato 1644 coppie madre-figlio che avevano già preso parte all'INMA Environment and Childhood, uno studio relativo agli effetti dell'inquinamento sui bambini.

Nel corso della gravidanza, le madri hanno compilato numerosi questionari realitivi al consumo di pesce prima e durante la gravidanza; mediante gli stessi questionari sono state registrate le abitudini alimentari dei bambini nel corso del primo, quinto e ottavo anno di vita.

A 8 anni, i bambini sono stati sottoposti anche a un test neuropsicologico (Attention Network Task (ANT]) atto a valutare diversi parametri relativi alla capacità di attenzione.

RISULTATI

Dallo studio si evince che l'assunzione di pesce nei primi mesi di gravidanza influenza positivamente la capacità di attenzione del nascituro, in misura superiore rispetto al medesimo consumo in una fase successiva della gestazione o al pesce assunto dal bambino all'età di 5 anni, quando alcuni fondamentali processi di svilippo neuropsicologici sono già conclusi.

Gli autori spiegano che alcuni nutrienti essenziali contenuti nel pesce (ad esempio acido docosaesaenoico e acido eicosapentaenoico) svolgono un ruolo essenziale in alcuni processi dello sviluppo cerebrale, che avviene principalmente durante la gravidanza.

"Ci siamo concentrati sulla capacità di attenzione perché il Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) è molto frequente in bambini in età scolare" sottolinea Jordi Sunyer, responsabile del Childhood & Environment programme.

Lo studio ha considerato anche il ruolo della genetica nel metabolismo degli acidi grassi polinsaturi: il ruolo del consumo di pesce sulla capacità di attenzione dei bambini, infatti, varia in funzione dei polimorfismi a singolo nucleotide (single-nucleotide polymorphism, SNPs), ovvero variazioni del materiale genetico a carico di un unico nucleotide. I risultati, infatti, dimostrano che alcuni SNPs agevolano il metabolismo degli acidi grassi polinsaturi, mentre altri lo ostacolano.

Alcuni tipi di pesce, inoltre, sembrano essere più "efficaci" come promotori della capacità di attenzione rispetto ad altri: i figli di madri che avevano consumato diverse varietà di pesce, così come quelle che avevano consumato perlopiù pesce grasso (ad esempio salmone), registravano risultati migliori, rispetto ai bambini le cui madri avevano assunto soprattutto frutti di mare e tonno in scatola, che mostravano risultati peggiori. 23

A fronte dei risultati positivi dello studio, ricerche precedenti hanno sottolineato un legame tra il consumo di pesce in gravidanza e obesità e ipertensione infantile, pertanto i ricercatori evidenziano la necessità di effettuare ulteriori ricerche al fine di stabilire quale tipo di pesce e in quale quantità possa effettivamente sortire effetti positivi sullo sviluppo fetale.

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