Un progetto il cui obiettivo è quello di avviare una svolta culturale riguardo al tema dell’obesità, al fine di informare la popolazione sui rischi correlati a questa patologia, promuovendo l’adozione di stili di vita corretti (movimento fisico e alimentazione sana) e divulgando informazioni utili sulla malattia. Si chiama ObeCity, e prevede l’organizzazione di Roadshow nelle principali piazze italiane e la condivisione di una “Guida per conoscere, prevenire e combattere l’obesità realizzata da un Advisory Board composto da 10 esperti del mondo scientifico, della nutrizione e della comunicazione, presieduto dal Prof. Michele Carruba, Presidente Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano.

La guida sarà presentata l’11 ottobre 2019, in occasione della giornata Mondiale dell’obesità.
In occasione della giornata Europea dell’Obesità, il prossimo 18 maggio si terrà a Catania (una delle città più colpite dal fenomeno, secondo le stime) il primo Roadshow della manifestazione: verrà allestito un villaggio in cui la popolazione potrà praticare sport, ricevere materiale informativo sulla patologia e sui sani stili di vita da seguire, effettuare una visita gratuita per misurare l’Indice di Massa Corporea, testare la glicemia, provare la pressione arteriosa ed effettuare l’elettrocardiogramma, grazie alla presenza di medici.

L’obesità in numeri

L’obesità si manifesta a causa di uno squilibrio tra calorie assunte e spesa energetica, con conseguente accumulo di eccesso di calorie in forma di trigliceridi nei depositi di tessuto adiposo. È una condizione multifattoriale, al cui sviluppo concorrono fattori genetici, biologici e ambientali.

Attualmente, circa 1,5 miliardi di persone nel mondo soffrono di obesità, il 21% riguarda l’obesità infantile.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal 1980 ad oggi l’obesità nel mondo è più che raddoppiata: gli adulti in sovrappeso raggiungono il 39%, gli obesi il 13%; secondo le proiezioni, entro il 2020 circa 2,5 miliardi di adulti saranno sovrappeso, e tra questi 700 milioni saranno obesi.

L’obesità in Italia

In Italia ci sono 6 milioni di obesi, 1 bambino su 4 è sovrappeso e 1 su 8 è obeso.

  • Le donne mostrano un tasso di obesità inferiore (9,4%) rispetto agli uomini (11,8%); tra bambini e adolescenti, il 20,8% delle femmine risulta in eccesso di peso rispetto al 27,3% dei maschi.
  • Il problema sembra essere diffuso soprattutto al Sud e nelle isole: gli adulti obesi variano dall’11.8% al Sud e nelle Isole, al 10,6 e 10,2% nel Nord-Est e Nord-ovest rispettivamente, fino all’8,8% del Centro.
  • Un importante fattore discriminante sembra essere il livello di istruzione: un grado di istruzione elevato sembra essere correlato a una maggior prevenzione primaria, nel 2017 l’obesità ha interessato il 6,6 % dei laureati e il 14,2 % tra i soggetti che hanno conseguito al più la licenza media.
  • Il sovrappeso e l’obesità sono responsabili di circa l’80% di casi di diabete, del 55% di quelli di ipertensione arteriosa, del 35% di cardiopatia ischemica e del 35% di tumori; i decessi per obesità sono 57.000 all’anno.
  • L’obesità è al primo posto tra le principali patologie croniche non trasmissibili legate a una cattiva alimentazione e a stili di vita scorretti.
  • I costi diretti dell’obesità in Italia si aggirano sui 28 miliardi di euro l’anno: il 64% è rappresentato dalle ospedalizzazioni, il 12% dalla diagnostica, il 7% dai farmaci, il 6% dalle visite cliniche e l’11% da “altro”.

Da un’indagine sulla “percezione” del peso nella popolazione, in Italia la metà degli intervistati ritiene che il proprio peso sia normale, mentre il 42% pensa di essere sovrappeso. In realtà, circa il 10% di coloro che si descrivono “in salute” è sovrappeso e il 18% di chi si descrive in “sovrappeso” risulta obeso; rispetto agli altri Paesi europei, gli Italiani sono più propensi a considerare l’obesità una malattia.

Da un’indagine sulle abitudini alimentari e gli stili di vita dei bambini – con un focus sulla città di Milano – è risultato che la famiglia influenza fortemente le abitudini alimentari dei bambini, poiché le scelte dei genitori, inevitabilmente, ricadono su sovrappeso e obesità dei figli.

Relativamente alla città di Milano, si è rilevato un campione di bambini più magri nelle zone centrali, mentre in periferia – dove stile alimentare e qualità del cibo non sono ideali e dove spesso viene meno l’abitudine a consumare frutta e verdura – emergono dati preoccupanti in termini di obesità e sovrappeso.

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