Il 30 marzo 2018 il registro del Ministero della Salute censiva quasi 73mila referenze di integratori alimentari. E il numero di prodotti disponibili (e anche di aziende che se ne occupano) continua a crescere: in un solo mese si sono aggiunte 400 referenze. Non è difficile comprendere quanto sia difficile orientarsi nella scelta.

Dopo le linee guida sugli integratori alimentari per il medico e il farmacista pubblicate da Federsalus, anche la Fondazione GIMBE pubblica un decalogo per il corretto utilizzo degli integratori alimentari all’interno della pubblicazione “Position Statement. Alimenti, diete e integratori: la scienza della nutrizione tra miti, presunzioni ed evidenze”.

Decalogo del corretto utilizzo degli integratori alimentari
La Fondazione GIMBE pubblica il decalogo per il corretto utilizzo degli integratori alimentari

Colmare il paradosso tra mercato ed evidenze scientifiche

Alla base del decalogo c’è il bisogno di equilibrare il gap tra consumi e mancanza di evidenze scientifiche, descritto da Cohen nel 2016 su JAMA come “il paradosso benefici trascurabili, consumi rilevanti“.

“Le evidenze scientifiche sull’uso degli integratori alimentari mostrano che nella stragrande maggioranza dei casi il loro uso è improprio ─ si legge nel documento ─ in quanto una dieta bilanciata sarebbe molto più efficace per “sanare” eventuali carenze di oligoelementi o vitamine”. La Fondazione Gimbe pone inoltre l’attenzione sui rischi di sicurezza dell’utilizzo degli integratori, perché proprio come i principi attivi farmaceutici si associano ad effetti indesiderati, sia per la concomitanza di patologie o di trattamenti farmacologici con cui possono interferire, sia per i potenziali effetti avversi quando oligoelementi e vitamine vengono assunti in dosi superiori rispetto ai reali bisogni.

Ad esempio una quantità di vitamina K supplementare può ridurre l’efficacia del warfarin, mentre la biotina (vitamina B7) può interferire con l’accuratezza diagnostica della troponina e di altri test di laboratorio. Un altro esempio è quello del riso rosso fermentato che, come integratore alimentare, fornisce il principio attivo monocolina K che ha una struttura identica alla lovastatina, e pertanto il suo effetto interagisce, sommandosi, a quello delle statine farmaco.

Decalogo GIMBE per corretto utilizzo degli integratori alimentari

  1. L’utilizzo degli integratori, per essere efficace e sicuro, richiede la conoscenza del loro funzionamento e delle loro proprietà
  2. Gli integratori alimentari sono prodotti alimentari e come tali:
    •   non possono vantare proprietà terapeutiche, né capacità di prevenzione e cura di malattie nell’etichettatura, presentazione e pubblicità
    •   sono soggetti alle norme in materia di sicurezza alimentare.
  3.  Gli integratori alimentari sono venduti in capsule, compresse, polveri in bustine, flaconcini e simili: in base alla loro composizione possono favorire il regolare funzionamento dell’organismo e, in casi selezionati, migliorare gli esiti di salute
  4.  Gli integratori alimentari dovrebbero essere utilizzati solo in situazioni specifiche quali la carenza di nutrienti o il loro aumentato fabbisogno per l’organismo
  5.  Gli integratori non possono sostituire una dieta varia ed equilibrata, né di uno stile di vita sano
  6. Gli integratori sono destinati prevalentemente a fasce di popolazione vulnerabili: donne in gravidanza, neonati e bambini, anziani
  7. Non assumere integratori per periodi prolungati, né in dosi superiori a quelle consigliate in etichetta
  8. Consultare preventivamente il medico se:
    • non si è in buona salute o si assumono farmaci, perché potrebbero comparire effetti indesiderati e interazioni tra le diverse sostanze
    • si desidera utilizzare più integratori insieme
  9.  In caso di effetti indesiderati o inattesi, sospendere l’assunzione e informare il medico o il farmacista che potranno segnalare l’evento tramite apposita scheda
  10. Acquistare gli integratori attraverso i canali ufficiali di distribuzione, diffidando da quelli non ufficiali (es. internet).

A proposito dell’acquisto online di integratori alimentari attraverso, la Commissione Europea ha recentemente identificato 779 prodotti irregolari, di cui 20 in Italia proposti in siti web.

  • Leggi qui i dettagli dell’indagine condotta dalla Commissione Europea.

 

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